T SHIRT RICAMATE
MUTANDINE RICAMATE

Nuova collezione

le nostre magliette E MUTANDINE ricamate

Nel negozio puoi trovare le nostre t shirt e mutandine ricamate e potrai acquistare il tuo capo preferito scegliendo, oltre che la grafica, anche il colore e la taglia.

Per quanto riguarda la taglia, consigliamo sempre di visitare la pagina Specifiche Taglie per verificare quale sia la misura più adatta al tuo stile.

T shirt ricamate e passione

UEILA produce e vende t-shirt ricamate e mutandine ricamate 100% cotone organico certificato ma è soprattutto il marchio streetwear che nasce a Milano nel 2015 dalla collaborazione di Giada Bich e Nicolò Pivoli.

L’idea è quella di unire l’antica tecnica del ricamo con la POP CULTURE, intervenendo su capi basici “must-have”, come la maglietta bianca, con ricami divertenti ispirati a cinema, musica e alla street culture internazionale e soprattutto milanese.

L’ironia è il filo conduttore dei ricami di UEILA, creati sempre con passione e grande divertimento.

spazio alla personalizzazione

Oltre alle collezioni esclusive troverai la sezione t shirt ricamate personalizzate“, dove potrai sfogare tutto l’estro creativo che possiedi, proponendoci le tue idee e realizzando le tue t-shirt ricamate personalizzate o mutandine (sempre ricamate) 

Diciamolo chiaramente, con UEILA le idee regalo, finalmente, non saranno più un problema!

Amiamo lavorare divertendoci ma prendiamo molto seriamente la qualità di tutte le nostre creazioni:
Le nostre t-shirt sono realizzate in cotone organico certificato e prodotto da aziende che rispettano i diritti dei lavoratori; Infine, ci impegniamo esclusivamente ad utilizzare materiali ecosostenibili in ogni fase del nostro lavoro!

Quindi non aspettare oltre e scrivici una mail a studio@ueilamilano.com con la tua richiesta di personalizzazione!

ONCE YOU POP YOU CAN'T STOP!

La cultura di massa o pop culture iniziò a diffondersi quando le immagini, i miti e i contenuti potevano finalmente essere condivisi, da gran parte dell’umanità, attraverso i mass-media.

La Pop art, nata a metà del 20esimo secolo, elabora le immagini e i contenuti legati alla quotidianità fino ad elevarli, decontestualizzandoli a vere e proprie opere d’arte.

Fin dai tempi del liceo ci siamo interessati alla Pop Art e quando qualche anno dopo abbiamo iniziato a creare le nostre tee, forse anche inconsciamente, abbiamo interpretato la t-shirt bianca come la famosa “tela dell’artista”: ogni volta che pensavamo a una frase, parola o disegno ci trovavamo a richiamare alla memoria personaggi, film, artisti, concetti e frasi legati alla nostra POP CULTURE.

Quello che facciamo con i nostri ricami è cercare di estrapolare elementi riconoscibili della realtà quotidiana, siano essi materiali o immateriali, e di trasportarli su un supporto che per l’artista è la tela ma che per noi sono i capi basici della moda.

La scelta di utilizzare la tecnica del ricamo ci sembrava la ciliegina sulla torta, creava quel contrasto così perfetto da mischiare con parole e immagini prelevate dal nostro background di cultura pop.

T-shirt ricamata "Rebel Rebel"

Ad esempio il ricamo “Rebel Rebel” e il ricamo “Sciura” sono molto differenti tra loro perché fanno riferimento a periodi storici e a contesti diversi. Abbiamo voluto inserirli all’interno della stessa collezione perché chi acquista ed indossa la t-shirt lo fa per i motivi più disparati: i colori, la bellezza del ricamo o il modello ma soprattutto perché quelle semplici parole hanno un valore che può essere per alcuni ironico e per altri iconico.

T-shirt ricamate "Sciura" (Unisex)

Ciò che unisce le due tee ricamate prese ad esempio è che entrambe hanno ormai un significato per chi vive a Milano, Londra ed Hong Kong.

Ci diverte immaginare una conversazione tra chi indossa la nostra t-shirt “Rebel Rebel” e un fan di David Bowie…verrà a crearsi una dinamica di sottointesi e sguardi che si materializzerà proprio attraverso l’enorme bagaglio di cultura popolare che ormai tutti condividiamo attraverso i media e new media in particolare e la t-shirt avrà come protagonisti chi la indossa e chi la osserva.

 

MOLTO, MOLTO BREVE STORIA DEL RICAMO

Come non parlare della storia del ricamo? Come non poter prendere in considerazione un’arte ed una tecnica così antica? Il ricamo lo è indiscutibilmente. Gli studiosi pensano che la storia del ricamo sia iniziata in Oriente e poi il ricamo si sia diffuso in tutto l’Occidente.

Le prime strisce decorative ricamate, datate secoli prima di Cristo, sono state rinvenute in Egitto e nell’Attica. Dato il loro livello di precisione e accuratezza, per forza di cose, doveva essere diffusa una vera e propria scuola, infatti abbiamo testimonianze di punti ancora attuali come il filza, l’erba ed il punto croce.

Come si potevano impreziosire nell’antichità i capi d’abbigliamento?

La risposta è semplice, proprio attraverso l’utilizzo del ricamo, in questo modo si poteva aumentare il prestigio della persona che lo indossava (ai tempi per lo più politici e religiosi).

In Sicilia, la storia del ricamo e le testimonianze legate ad esso risalgono intorno all’anno mille; l’influenza saracena è molto forte a causa dell’occupazione araba, qui furono introdotti i primi laboratori di ricamo e tessitura “Thiraz e Rakam”. La parola ricamo, infatti, deriva dal lemma arabo “raqm” che si pronuncia “racam” e che appunto significa “segno, disegno”.

I soggetti nei ricami del Medioevo attingevano dalle figure del Nuovo e Vecchio Testamento per poi proseguire fino al XVI secolo inoltrato, dove i ricami iniziano a raccontare le tradizioni popolari, le poesie e le leggende radicate nell’animo profondo dei popoli.

Nel ‘700 la storia del ricamo ebbe una svolta e si può notare un aumento consistente della diffusione del ricamo utilizzato nella moda, in maniera più marcata nell’abbigliamento maschile, per adornare i dettagli dei capi del guardaroba.

Nella quotidianità si assume l’abitudine di appuntare figure o punti su di un telo come esercizio che inizia a diffondersi soprattutto nei paesi anglosassoni:

Nascono così i “samplers” (dal latino EXEMPLUM) ossia modello da imitare, mentre in Italia verranno chiamati “Imparaticci”, e serviranno per l’esercizio delle fanciulle.

Proprio lo sviluppo dell’” imparaticcio” è direttamente connesso con la diffusione del ricamo dilettantesco; Le dame delle classi agiate dedicavano molto tempo al ricamo e il “sampler” era utilizzato come una sorta di quaderno di appunti, nel quale registrare idee, punti e motivi da consultare quando necessario.

JANE BOSTOCKE

L’”imparaticcio” più antico che esiste è conosciuto come “SAMPLER DI JANE BOSTOCKE”, 1598, conservato a Londra, nel Victoria & Albert Museum.

Il XIX secolo vede, grazie soprattutto al progresso tecnologico della stampa, un nuovo salto di qualità nella storia del ricamo favorita dalla diffusione di una serie di schemi basati sul punto croce che incrementano la popolarità di questa tecnica.

Il ricamo diventa l’occupazione principale sia per le dame aristocratiche, che lo fanno come svago, che per le classi più popolari che invece lo fanno per lavoro, e gli “imparaticci” cominciano ad abbondare di simboli religiosi, cuori trafitti, madonne e santi, ma anche frasi che celebrano amore, amicizia e morte…

Con il progresso della chimica iniziano a diffondersi i fili colorati ma le cifre sulla biancheria rimangono rosse, poiché il rosso era il solo colore che poteva resistere a numerosi lavaggi.

Inoltre, iniziano ad essere introdotti i fili di cotone e di lana al posto di quelli di seta, quindi il ricamo diventa sempre più “POP”.

Anche per questo motivo Ueila ha voluto mantenere nei propri ricami un continuo rimando al filo rosso, proprio per sottolineare ed in un certo senso omaggiare, il legame con la storia del ricamo, quest’arte così affascinante ed antica.